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10月30日 Comunicazione di servizio... :)Vorrei ringraziare e mandare un bacio virtuale alle seguenti persone che si sono ricordate che domenica era il mio compleanno!!!! 21 anni!!!
mamma, papà, nonni, Elda, Roberta & Jean & Teresa, Laura, Chiara P., Pietro, Adriana, Sandra, Monica, Stefano, Eliana & Ilaria, Daniela, Giada, Cinzia & Davide & Dario, Zia Maria Teresa & Martina & Tommaso, Zio Ugo (se lo è ricordato! miracolo!!! ecco perchè piove...
Tutti gli altri...insomma...VERGOGNATEVI, come vi permettete di dimenticare il compleanno della sottoscritta?!?!?! ma dico siete impazziti?!?!?!? 10月28日 Frase della settimana...“Dalla notte profonda che mi avvolge, buia come il pozzo che va da un polo all'altro, ringrazio gli dei quali essi siano per la mia indomita anima. Stretto nella morsa degli affanni io non mi sono mai tirato indietro, ne' ho pianto. Sotto i colpi d'ascia della sorte, il mio capo sanguina, ma non si china. Visto dall’altra parte questo luogo di rabbia e lacrime appare minaccioso, ma l'orrore delle ombre, così come la minaccia degli anni non mi trovano, e non mi troveranno spaventato. Non importa quanto è stretto il varco o piena di punizioni la vita. Io sono il padrone del mio destino. Io sono il capitano della mia anima.” William Henley 10月25日 Uno dei miei Canti preferiti di Dante...Canto XXVI
Inferno
Dante Alighieri
Godi, Fiorenza, poi che se' sì grande
che per mare e per terra batti l'ali,
e per lo 'nferno tuo nome si spande!
Tra li ladron trovai cinque cotali
tuoi cittadini onde mi ven vergogna,
e tu in grande orranza non ne sali.
Ma se presso al mattin del ver si sogna,
tu sentirai, di qua da picciol tempo,
di quel che Prato, non ch'altri, t'agogna.
E se già fosse, non saria per tempo.
Così foss'ei, da che pur esser dee!
ché più mi graverà, com' più m'attempo.
Noi ci partimmo, e su per le scalee
che n'avea fatto iborni a scender pria,
rimontò 'l duca mio e trasse mee;
e proseguendo la solinga via,
tra le schegge e tra ' rocchi de lo scoglio
lo piè sanza la man non si spedia.
Allor mi dolsi, e ora mi ridolgio
quando drizzo la mente a ciò ch'io vidi,
e più lo 'ngegno affreno ch'i' non soglio,
perchè non corra che virtù nol guidi;
sì che, se stella bona o miglior cosa
m'ha dato 'l ben, ch'io stessi nol m'invidi.
Quante 'l villan ch'al poggio si riposa,
nel tempo che colui che 'l mondo schiara
la faccia sua a noi tien meno ascosa,
come la mosca cede a la zanzara,
vede lucciole giù per la vallea,
forse colà dov'e' vendemmia e ara:
di tante fiamme tutta risplendea
l'ottava bolgia, sì com'io m'accorsi
tosto che fui là 've 'l fondo parea.
E qual colui che si vengiò con li orsi
vide 'l carro d'Elia al dipartire,
quando i cavalli al cielo erti levorsi,
che nol potea sì con li occhi seguire,
ch'el vedesse altro che la fiamma sola,
sì come nuvoletta, in sù salire:
tal si move ciascuna per la gola
del fosso, ché nessuna mostra 'l furto,
e ogne fiamma un peccatore invola.
Io stava sovra 'l ponte a veder surto,
sì che s'io non avessi un ronchion preso,
caduto sarei giù senz'esser urto.
E 'l duca, che mi vide tanto atteso,
disse: "Dentro dai fuochi con li spirti;
catun si fascia di quel ch'elli è inceso".
"Maestro mio", rispuos'io, "per udirti
son io più certo; ma già m'era avviso
che così fosse, e già voleva dirti:
chi è 'n quel foco che vien sì diviso
di sopra, che par surger de la pira
dov'Eteòcle col fratel fu miso?".
Rispuose a me: "Là dentro si martira
Ulisse e Diomede, e così insieme
a la vendetta vanno come a l'ira;
e dentro da la lor fiamma si geme
l'agguato del caval che fé la porta
onde uscì de' Romani il gentil seme.
Piangevisi entro l'arte per che, morta,
Deidamìa ancor si duol d'Achille,
e del Palladio pena vi si porta".
"S'ei posson dentro da quelle faville
parlar", diss'io, "maestro, assai ten priego
e ripriego, che 'l priego vaglia mille,
che non mi facci de l'attender niego
fin che la fiamma cornuta qua vegna;
vedi che del disio ver' lei mi piego!".
Ed elli a me: "La tua preghiera è degna
di molta loda, e io però l'accetto;
ma fa che la tua lingua si sostegna.
Lascia parlare a me, ch'i' ho concetto
ciò che tu vuoi; ch'ei sarebbero schivi,
perch'e' fuor greci, forse del tuo detto".
Poi che la fiamma fu venuta quivi
dove parve al mio duca tempo e loco,
in questa forma lui parlare audivi:
"O voi che siete due dentro ad un foco,
s'io meritai di voi mentre ch'io vissi,
s'io meritai di voi assai o poco
quando nel mondo li alti versi scrissi,
non vi movete; ma l'un di voi dica
dove, per lui, perduto a morir gissi".
Lo maggior corno de la fiamma antica
cominciò a crollarsi mormorando,
pur come quella cui vento affatica;
indi la cima qua e là menando,
come fosse la lingua che parlasse,
gittò voce di fuori e disse: "Quando
mi diparti' da Circe, che sottrasse
me più d'un anno là presso a Gaeta,
prima che sì Enea la nomasse,
né dolcezza di figlio, né la pieta
del vecchio padre, né 'l debito amore
lo qual dovea Penelopè far lieta,
vincer potero dentro a me l'ardore
ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto
e de li vizi umani e del valore;
ma misi me per l'alto mare aperto
sol con un legno e con quella compagna
picciola da la qual non fui diserto.
L'un lito e l'altro vidi infin la Spagna,
fin nel Marrocco, e l'isola d'i Sardi,
e l'altre che quel mare intorno bagna.
Io e' compagni eravam vecchi e tardi
quando venimmo a quella foce stretta
dov'Ercule segnò li suoi riguardi
acciò che l'uom più oltre non si metta;
da la man destra mi lasciai Sibilia,
da l'altra già m'avea lasciata Setta.
'O frati' dissi, 'che per cento milia
perigli siete giunti a l'occidente,
a questa tanto picciola vigilia
d'i nostri sensi ch'è del rimanente
non vogliate negar l'esperienza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguie virtute e canoscenza'.
Li miei compagni fec'io sì aguti,
con questa orazion picciola, al cammino,
che a pena poscia li avrei ritenuti;
e volta nostra poppa nel mattino,
de' remi facemmo ali al folle volo,
sempre acquistanto dal lato mancino.
Tutte le stelle già de l'altro polo
vedea la notte, e 'l nostro tanto basso,
che non surgea fuor del marin suolo.
Cinque volte racceso e tante casso
lo lume era di sotto da la luna,
poi che 'ntrati eravam ne l'alto tanto
quanto veduta non avea alcuna.
Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto;
ché de la nova terra un turbo nacque
e percosse del legno il primo canto.
Tre volte il fé girar con tutte l'acque;
a la quarta levar la poppa in suso
e la prora ira in giù, com'altrui piacque,
infin che 'l mar fu sovra noi richiuso".
10月21日 Frase della settimana...“Sembra che nell'universo ci sia un ordine preciso... nel movimento delle stelle e nel girare della Terra e nello scorrere delle stagioni. Ma la vita umana è quasi sempre puro caos, ognuno prende la propria posizione. Afferma i suoi diritti e sentimenti, fraintendendo i motivi degli altri e i propri.” Katherine Anne Porter 10月18日 Dolcissima...Hard Times 10月14日 Frase della settimana...“Chi sa cosa sia la vera felicità…non la parola convenzionale…ma il semplice terrore. Agli stessi che sono soli, porta una maschera… ai più miserabili vagabondi…abbraccia qualche memoria…o qualche illusione.” Joseph Conrad 10月12日 Sono felice...Il mio discorso avrà un qualche senso logico???…risulterà più o meno chiaro il pensiero di fondo??? Sono le domande che mi attanagliano da quando ho dovuto fare il primo “temino” alle elementari…mi sa tanto che sono da ricoverò…cmq proviamoci e non stupitevi se vado subito al sodo. Ecco la mia fine: … 10月7日 Frase della settimana..."Non guardarti indietro e non rimpiangere il passato perché ormai è andato e non preoccuparti per il futuro perché deve ancora venire. Vivi nel presente e rendilo così bello che valga la pena di ricordarlo.” Ida Scott Taylor |
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